La strategia di morte nazista tra Mauthausen e Hartheim
Frutto di un’approfondita ricerca storica, il volume ricostruisce il sistema concentrazionario di Mauthausen e i suoi legami con il castello di Hartheim. Inoltre, porta alla luce aspetti ancora poco indagati della vicenda degli Internati Militari Italiani.
Mauthausen, la cava e i sottocampi
Nell’estate del 1938, le SS aprirono il campo di concentramento di Mauthausen nelle vicinanze di una cava di granito. Qui costrinsero i deportati a lavorare per la Deutsche Erd- und Steinwerke GmbH, società di loro proprietà. La pietra estratta serviva alla costruzione degli edifici monumentali del Terzo Reich.
Nel campo principale e nei suoi numerosi sottocampi, il regime nazista imprigionò persone provenienti da molti Paesi europei. Tra loro vi erano oppositori politici, ebrei, sinti e rom, testimoni di Geova, omosessuali e altre persone perseguitate dal nazismo.
Il sistema concentrazionario sfruttava i prigionieri attraverso il lavoro forzato e li conduceva progressivamente all’annientamento. La fame, il freddo, le malattie e le continue violenze scandivano la loro vita quotidiana. In particolare, la cava di granito divenne...
La strategia di morte nazista tra Mauthausen e Hartheim
Frutto di un’approfondita ricerca storica, il volume ricostruisce il sistema concentrazionario di Mauthausen e i suoi legami con il castello di Hartheim. Inoltre, porta alla luce aspetti ancora poco indagati della vicenda degli Internati Militari Italiani.
Mauthausen, la cava e i sottocampi
Nell’estate del 1938, le SS aprirono il campo di concentramento di Mauthausen nelle vicinanze di una cava di granito. Qui costrinsero i deportati a lavorare per la Deutsche Erd- und Steinwerke GmbH, società di loro proprietà. La pietra estratta serviva alla costruzione degli edifici monumentali del Terzo Reich.
Nel campo principale e nei suoi numerosi sottocampi, il regime nazista imprigionò persone provenienti da molti Paesi europei. Tra loro vi erano oppositori politici, ebrei, sinti e rom, testimoni di Geova, omosessuali e altre persone perseguitate dal nazismo.
Il sistema concentrazionario sfruttava i prigionieri attraverso il lavoro forzato e li conduceva progressivamente all’annientamento. La fame, il freddo, le malattie e le continue violenze scandivano la loro vita quotidiana. In particolare, la cava di granito divenne uno dei luoghi simbolo dello sterminio attraverso il lavoro.
Orlando Materassi e Silvia Pascale accompagnano il lettore dal lager principale ai sottocampi di Ebensee, Gusen e Linz. Un ricco apparato di fotografie a colori e in bianco e nero documenta i luoghi e sostiene la ricostruzione storica. Allo stesso tempo, rende accessibili questi temi anche a un pubblico non specialistico.
Gli italiani e gli Internati Militari Italiani
Il libro dedica particolare attenzione ai migliaia di italiani deportati nel sistema concentrazionario di Mauthausen. Inoltre, approfondisce la presenza degli Internati Militari Italiani, che gli studi non hanno ancora ricostruito completamente.
Il loro numero rimane incerto e molte vicende attendono ancora di emergere dagli archivi. La ricerca degli autori apre così nuove prospettive sulla sorte dei militari italiani che, dopo l’8 settembre 1943, rifiutarono di aderire al nazifascismo.
Hartheim e il programma T4
Il percorso conduce infine al castello di Hartheim. Nell’ambito del programma T4, il regime nazista utilizzò inizialmente questa struttura per eliminare le persone definite “indegne di vivere”.
In seguito, le autorità naziste vi assassinarono anche prigionieri provenienti soprattutto da Mauthausen, ma anche da Dachau e Ravensbrück. Il sistema concentrazionario li considerava ormai inabili al lavoro.
L’appendice storica analizza la trasformazione del programma nazista di “eutanasia” e il successivo impiego di Hartheim come luogo di sterminio. Inoltre, apre una prospettiva ancora poco indagata sul coinvolgimento di alcuni Internati Militari Italiani.
La prefazione dello storico Mirco Carrattieri, responsabile scientifico di Liberation Route Italia, introduce una ricerca che unisce rigore documentario e chiarezza divulgativa.
Il volume è stato realizzato con l’ANEI di Treviso grazie alle risorse del Fondo italo-tedesco per il Futuro, con il riconoscimento dell’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania a Roma e del Ministero degli Affari Esteri della Germania.
Caratteristiche del volume
- Un’approfondita ricerca storica sul sistema concentrazionario di Mauthausen e sui suoi sottocampi.
- Il campo principale, la cava e i sottocampi di Ebensee, Gusen e Linz.
- Un’attenzione particolare ai deportati italiani e agli Internati Militari Italiani.
- La ricostruzione dello sterminio attraverso il lavoro forzato, la fame e le violenze.
- Un approfondimento sul castello di Hartheim, dall’Aktion T4 all’eliminazione dei prigionieri non più idonei al lavoro.
- La prefazione dello storico Mirco Carrattieri, responsabile scientifico di Liberation Route Italia.
Per approfondire la storia della deportazione e del lavoro forzato nel Terzo Reich, scopri anche Bunker Valentin, Baracke Wilhelmine, Inferno Heppenheim e Schiavi ad Amburgo.