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L’ottava bolgia immaginata da Elisa Rossi è intensamente illuminata dai fuochi che avvolgono i consiglieri di frode, si riverberano sulle pareti di roccia e squarciano le tenebre sullo sfondo, anche se linee e volumi sono sfumati e a tratti stemperati, per accentuare la sensazione di smarrimento ed angoscia suscitata dal luogo. I bagliori delle fiamme rappresentano simbolicamente la luce dell’intelletto, che i dannati male impiegarono per manipolare il prossimo, e il loro profilo linguiforme allude alle parole ingannevoli con cui essi mentirono. Alzando lo sguardo, i peccatori vedono il ponte di pietra che conduce alla bolgia successiva, sopra il quale distinguono a mala pena le minuscole sagome scure di Dante e Virgilio, e ancora oltre i loro occhi si perdono nel buio. Il punto di osservazione dal basso verso l’alto mette in risalto l’inquietante profondità prospettica di questa tragica scenografia, in cui gli spiriti bruciano soli.