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Dante e Virgilio si allontanano dal guardiano Minotauro e si rivolgono verso il fiume di sangue bollente in cui sono immersi i violenti. In basso i centauri Chirone, Nesso e Folo (figure mitologiche metà uomo, fino all’ombelico, e metà cavallo, dai fianchi in giù) sono armati di arco e frecce, appartengono ad una schiera di migliaia di centauri che sono pronti a colpire chi tenta di uscire dal fiume. L’artista, che spesso preferisce il disegno a grande scala come i ritratti e le nature morte, ci presenta una scena vista da un’ampia distanza, in cui le figure si perdono negli abissi dell’Inferno; i corpi immersi nel sangue sono segnati appena, i centauri si vedono di spalle, e i poeti sono privi di viso. Questa strategia, assieme all’uso di una gamma cromatica elementare e allo stile Naïf, crea distacco emotivo nello spettatore, il registro diventa un filtro protettivo che evita di coinvolgere eccessivamente chi guarda, senza turbarlo con le terribilità infernali.