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L’artista avvolge Marco Lombardo (protagonista del canto centrale del poema) in spessi veli di fumo, le cui sfumature grigie si riverberano in tutta la composizione, a sottolineare la mala inclinazione che ottenebrò la mente sua e degli altri iracondi della terza cornice del Purgatorio. La figura immobile e frontale, la plasticità statuaria, lo sguardo ispirato e le labbra socchiuse lo accostano all’immagine solenne e ieratica del profeta. Dante, infatti, lo rende portavoce di una profonda verità: la divina provvidenza ci ha donato ragione e volontà per difendere la nostra libertà da ogni condizionamento esterno e scegliere come orientare la nostra vita. Tuttavia, la condizione umana, fragile ed effimera, è sempre esposta alla tensione di forze contrapposte e lacerata da dolorosi conflitti, come evidenziano la drammatica torsione della testa, il chiaroscuro della pelle e il contrasto tra la metà destra del corpo in luce e la metà sinistra in ombra.