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Baracke Wilhelmine ricostruisce il lavoro forzato nel lager della Marina tedesca di Schwanewede, il progetto Lebensborn e la trasformazione di una baracca del Terzo Reich in un centro di documentazione e memoria.
La storia di una baracca sopravvissuta al Terzo Reich
Nel territorio di Schwanewede, presso Brema, un edificio costruito durante la Seconda guerra mondiale conserva la memoria di una delle pagine più oscure del nazismo. Per la prima volta in Italia, Orlando Materassi e Silvia Pascale ne ricostruiscono la storia e le successive trasformazioni.
La struttura che oggi ospita il centro di documentazione e apprendimento Baracke Wilhelmine apparteneva al campo della Marina Militare tedesca. Attraverso il percorso storico e didattico realizzato dai volontari del centro, il volume riporta alla luce le vicende dei prigionieri, dei lavoratori coatti e delle vittime delle politiche razziali del Terzo Reich.
La vicinanza al fiume Weser rese l’area di Brema strategica per i progetti militari del regime nazista. A Schwanewede vennero costruiti campi destinati a ospitare la manodopera impiegata nei cantieri e negli stabilimenti del territorio.
Il lager della Marina Militare tedesca accolse i prigionieri costretti a lavorare per l’Organizzazione Todt, incaricata di realizzare un vasto parco di serbatoi semisotterranei. Nell’intera area è stata...
La storia di una baracca sopravvissuta al Terzo Reich
Nel territorio di Schwanewede, presso Brema, un edificio costruito durante la Seconda guerra mondiale conserva la memoria di una delle pagine più oscure del nazismo. Per la prima volta in Italia, Orlando Materassi e Silvia Pascale ne ricostruiscono la storia e le successive trasformazioni.
La struttura che oggi ospita il centro di documentazione e apprendimento Baracke Wilhelmine apparteneva al campo della Marina Militare tedesca. Attraverso il percorso storico e didattico realizzato dai volontari del centro, il volume riporta alla luce le vicende dei prigionieri, dei lavoratori coatti e delle vittime delle politiche razziali del Terzo Reich.
La vicinanza al fiume Weser rese l’area di Brema strategica per i progetti militari del regime nazista. A Schwanewede vennero costruiti campi destinati a ospitare la manodopera impiegata nei cantieri e negli stabilimenti del territorio.
Il lager della Marina Militare tedesca accolse i prigionieri costretti a lavorare per l’Organizzazione Todt, incaricata di realizzare un vasto parco di serbatoi semisotterranei. Nell’intera area è stata accertata la presenza di oltre diecimila deportati, distribuiti tra più di cento aziende.
Oppositori politici, detenuti, ebrei e Internati Militari Italiani furono ridotti a manodopera schiavile. Le imprese li impiegarono nelle mansioni più faticose e pericolose, sottoponendoli a condizioni di vita e di lavoro che conducevano spesso alla morte.
La baracca oggi sede del centro di documentazione faceva parte di questo sistema. Dopo la liberazione del 1945, gli angloamericani la trasformarono in un ospedale per curare i sopravvissuti dei vicini campi di concentramento che non potevano ancora essere rimpatriati. Poco distante sorse un cimitero destinato ad accogliere coloro che non riuscirono a sopravvivere.
Il volume approfondisce anche il progetto Lebensborn, avviato da Heinrich Himmler per tradurre in pratica le teorie eugenetiche del Terzo Reich. L’obiettivo era aumentare la popolazione considerata “ariana” attraverso una rete di istituti destinati alla nascita e alla crescita di bambini ritenuti conformi ai criteri razziali nazisti.
A questo programma ancora poco conosciuto Baracke Wilhelmine dedica l’unica mostra permanente presente in Germania. Il percorso documenta il destino delle donne e dei bambini coinvolti e mostra come il controllo della nascita, della famiglia e dell’identità divenne uno strumento della politica razziale del regime.
Immagini attuali, fotografie d’epoca e documenti storici inediti accompagnano una ricerca minuziosa. Il ricco apparato iconografico permette di comprendere l’organizzazione del lavoro coatto, gli utilizzi dell’edificio durante e dopo il conflitto e l’attività svolta oggi dal centro di documentazione.
Il libro è stato realizzato con l’ANEI di Treviso grazie alle risorse del Fondo italo-tedesco per il Futuro e alla collaborazione del centro Baracke Wilhelmine. Il progetto ha ottenuto il riconoscimento dell’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania a Roma e del Ministero degli Affari Esteri della Germania.
Con Bunker Valentin e Inferno Heppenheim, Schiavi ad Amburgo e Arrivo a Mauthausen, il libro Baracke Wilhelmine prosegue il percorso di Orlando Materassi e Silvia Pascale dedicato al lavoro forzato, alla deportazione e alla memoria delle vittime del nazismo.